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Rapporti e Ricerche

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In una mappa tutti gli hot-spot italiani

 Circa 800 hot-spot attivi in Italia, ma il 75% è in mano a tre operatori.



La notizia non è che sono circa 800 (803 per la precisione) gli hot-spot pubblici in Italia. Questo era già noto dopo il rapporto dell’Osservatorio Permanente sul Wi-Fi in Italia del Politecnico di Milano effettuato in collaborazione con Wireless. E nemmeno che la Sicilia balza al terzo posto dopo Lombardia e Lazio tra le regioni italiane più “dotate” di Wi-Fi.  Sono altre le sorprese che la rivista punto di riferimento della mobile economy italiana ha cartografato nella seconda edizione della sua Mappa degli Hot-Spot Pubblici in Italia.

La prima è che sono 240 i punti in attivazione, alcuni dei quali potrebbero già essere online a circa un mese dal completamento della conta. A breve quindi gli hot-spot attivi supereranno di slancio le 1000 unità, una performance tutto sommato lusinghiera a 12 mesi dal lancio commerciale dei servizi Wi-Fi nel nostro Paese. La seconda è che l’andamento delle attivazioni non è lineare. La Campania, per esempio, scende in sei mesi da 77 punti a soli 42, la città di Bologna passa da 24 a 22 hot-spot. Calo di interesse per il wi-fi all’ombra del Vesuvio e di San Petronio? Forse no. C’è da notare un fattore che, almeno per la Campania, potrebbe essere rivelatore: la prima rilevazione era stata terminata nel settembre del 2003, mentre la seconda tra febbraio e marzo del 2004. La prima quindi comprende i mesi estivi. Vista l’estrema semplicità di installazione e attivazione, ma anche di disattivazione e rimozione, di un hot-spot, è probabile che in una regione turistica come la Campania sia forte la presenza di punti ad attivazione periodica, che seguono il flusso turistico.

Se questa spiegazione è corretta, c’è da attendersi che il numero degli hot-spot in Italia possa seguire sempre , almeno a livello regionale, un andamento oscillante su base stagionale. Sarebbe un’ulteriore conferma della natura “nuova” del modello di diffusione delle telecomunicazioni basate su tecnologia Wi-Fi, come già rilevato da Wireless: hot-spot fissi di tipo tradizionale ma anche aree broadband on-demand, temporanee, slegate dall’infrastruttura di comunicazione terrestre grazie all’uso di collegamenti satellitari bidirezionali a basso costo e create per seguire le esigenze di business delle location che le ospitano. Una realtà che i gestori dovranno attrezzarsi a sfruttare con flessibilità e prontezza.

Anche nella nuova edizione della mappa di Wireless, la Lombardia è la regione con la maggiore concentrazione di punti di accesso “senza fili”. Anzi, con 195 località, 134 solo a Milano e provincia, allunga rispetto al Lazio, che si ferma a 109 punti, di cui 106 solo a Roma. Il predominio di Roma nel Lazio è molto più marcato oggi di sei mesi fa, le altre province laziali hanno perso complessivamente sei punti, forse per un fenomeno simile a quello campano. Oltre alla crescita della Sicilia, terza con 80 punti (la maggior parte collocati intorno all’Etna), sono da registrare il recupero del Piemonte, passato da 20 a 55 punti, grazie soprattutto al più che raddoppio di Torino, e l’effetto che un progetto come il VINCES ha sulla dotazione della Valle d’Aosta, che passa a 1 a 8 punti.

 

 

 

 
RF-ID: guida all'identificazione automatica

E' in corso una rivoluzione nei processi gestionali.L'hanno resa possibile l'uso delle radiofrequenze...

E' in corso una rivoluzione nei processi gestionali.L'hanno resa possibile l'uso delle radiofrequenze e un tag (o trasponder): problemi e prospettive.
Nel numero di aprile di Wireless una nuova guida introduce il lettore  ai misteri del RFID, il sistema di identificazione automatica a radiofrequenza.
La guida è stata realizzata da Luigi Battezzati, Maria Caridi, Kamal Fahmy Salama del Politecnico di Milano

 
E' sicuro il wireless a Milano? Un'indagine RSA

La prima indagine sulla sicurezza wireless di Milano è stata condotta da RSA Security





La prima indagine sulla sicurezza wireless di Milano è stata condotta da RSA nello scorso marzo, sulla  scorta di un'analoga indagine già eseguita  a Londra e in altre città europee.

Uno dei dati che evidenziano lo sviluppo del wireless milanese  è il dato che registra una presenza di sipositivi 802.11g a Milano superiore a quella di qualsiasi altra città in Europa.
Dei 148 access point individuati nel corso dell'indagine, il 72% non era configurato per utilizzare lo standard di crittografia  WEP, peraltro  molto criticato per la sua permeabilità.
Solo 2 le VPN attive.
La ricerca completa è stata commissionata da RSA Security per verificare la sicurezza delle reti  wireless a Milano.

 
 



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